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Le origini di Caronia sono sospese tra storia e mito. Sembra che a fondare il primo nucleo abitato intorno all'VIII secolo a. C., con il nome di Kale Akte (Kalh Acth "bella costa"), furono dei coloni greci. Notizie piu' certe sulle origini della colonia, tuttavia, sono da collocare in epoca successiva. Secondo lo storico Diodoro Siculo, infatti, la fondazione di Calacte, su preesistenti insediamenti, risalirebbe al 447 a. C. ad opera di Ducezio, re dei siculi, di ritorno dall'esilio di Corinto osservando le disposizioni di un oracolo divino.

   
 

Calacte rivesti' grande importanza sia in epoca ellenistica che romana. Batteva moneta propria e riforniva direttamente Roma con il proprio grano. Della citta' ne parla ampiamente anche Cicerone nelle Verrine.

 

Nei secoli successivi la citta' venne citata in tutti i trattati geografici del tempo, dall' Itinerarium Antonini, alla Geographia di Guidone, risalente al IX secolo, dove il nome latino Calacta viene modificato in Colan. Al XII secolo risale l'opera piu' importante per la storia del paese che intanto ha assunto il nome arabo di 'Al Qarunia: nel 1154 il geografo musulmano Edrisi finisce di comporre Il sollazzo per chi si diletta a girare il mondo, gia' dai contemporanei conosciuto come Il libro di Ruggero.


 Il trattato e' importante perche' ci permette di datare con sufficiente precisione il monumento per eccellenza di Caronia: il castello normanno. Scrive infatti Edrisi che nel paese "sorge una fortezza di nuova costruzione", dunque il castello era gia' esistente alla morte di Ruggero II (1154). Risalgono allo stesso periodo anche la chiesa di San Nicolo' e quella della SS. Annunziata a Caronia Marina, citate in un documento ecclesiastico del 1178.
Dopo il dominio normanno, Caronia segui' la sorte di gran parte dei feudi siciliani, passando sotto la giurisdizione delle piu' importanti famiglie del tempo, dai Ventimiglia a Matteo Palici, a Blasco Aragona, a Enrico Rosso fino a Ettore Pignatelli nel 1544. I Pignatelli possedettero gran parte del territorio di Caronia fino a pochi decenni fa. Nell'immediato dopoguerra, a seguito di dure lotte, oltre tremila ettari dei latifondi furono divisi ed assegnati ai contadini

 
   

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